GIBSON NIGHT HAWK. Il FALCO CHE NON VOLO’….

 

In effetti forse l’insuccesso era predestinato nel nome… a quanto ne so i falchi non volano di notte.

Sono venuto in contatto con questa chitarra per la prima volta la mattina dell’ultimo dell’anno 2012 (sì, avete letto bene). Ero andato a trovare un amico titolare di un negozio storico chiuso da quasi un anno… ma aperto… o forse no. Insomma un negozio con molti decenni di onorato servizio da protagonista che non ha ancora deciso cosa fare da grande…
Una chitarrina per niente appariscente appesa in un angolo sembrava mi chiamasse… e come si fa a resistere ad un richiamo d’aiuto tanto sommesso quanto disperato?

La scritta Gibson, una forma a me sconosciuta non riferibile a nulla da me mai visto, un cartellino “usata”, un prezzo strano (troppo poco) per una Gibson…. Prenderla, girarla, capire che aveva subito un qualche maltrattamento di troppo da chi l’aveva usata senza tanto amore… e portarsela via come un cucciolo abbandonato.

La brutta anatroccola (si può dire?) in effetti presentava  qualche danno da incuria: il manico da raddrizzare un po’, corde da cambiare, il potenziomentro del volume che girava a scatti, sporcizia in eccesso e la certezza che avrei trovato il mio da fare per il capodanno. Un veloce passaggio dal mio fornitore di ricambi per comprare un pot da 500K, rigorosamente originale…. E di corsa a studiare e lavorare: la chitarrina mi ha ripagato abbondantemente della fiducia. Eccola rimessa perfettamente a nuovo:

 

 

Una bellissima Gibson Night Hauk ST3 che non conoscevo ma che ho visto essere un vero gioiello dalla storia particolare. Prima guardiamola e poi ne parliamo. Un bel top in acero fiammato,

 

 

 

 

 

 

 

 

Tre pickup tutti diversi fra di loro: un mini humbucker al manico che lascia pensare ad una timbrica da jazz, un pickup centrale chiaramente single coil troppo “strato” per stare su una Gibson e uno stranissimo Humbucker tipo P.A.F. al ponte….

 

 

 

 

 

 

 

 

Due sole manopole, una di volume e una di tono “push and pull” (letteralmente tira e  molla)

Un selettore a cinque posizioni tipico di una Fender Stratocaster, mai visto su una Gibson.

 

 

 

 

 

Corpo in Mogano scavato come una Strato da un lato, tondo come una LesPaul dall’altro,  con ingresso delle corde da dietro come in una Strato. E infine Tastiera in palissandro con intarsi in madreperla simil Les Paul standard.. Ma cos’è una Gibson o una Fender? E qui comincia la storia…..

Nel 1993 Gibson decide di innovare la sua produzione in risposta  alle "super Strat" (inizialmente prodotte dalla Jackson guitars) creando una sorta di Super Les Paul. Immette nella forma  di una Les Paul stilizzata tutte le sonorità possibili: ecco il perché dei vari tipi di pickup .

 Avvalendosi della sua impareggiabile esperienza, la arricchisce di quella particolare manopola push and pull che, alzata o abbassata, modifica a piacimento dell’esecutore l’elettronica dello strumento garantendo in pratica 10 combinazioni possibili di pickup per una gamma di suoni che va dal Metal al Jazz Gibson, passando per le tipiche sonorità di una Fender. Cosa volere di più?

Nulla… ma una cosa manca: la gente non capisce che non è un ibrido, ma una chitarra dotata di sua dignità e originalità e semplicemente non la compra….. La gente vuole una Les Paul o una Stratocaster… non digerisce qualcosa di cui non si potrà a pieno vantare con gli amici e nel 1999 la Gibson cessa di produrla. Uno dei tanti flop commerciali imputabili stavolta ad un mero problema di marketing e comunicazione. Adesso che non ce ne sono più in giro queste chitarre cominciano a prendere valore, perché come spesso accade solo alla morte dell’artista la sua arte viene compresa.

Oggi la chitarrina che mi chiedeva di essere portata a casa, rimessa a nuovo e lucidata, ha scoperto di avere un notevole valore… e l’ignoto venditore di quell’usato magari si mangerà le dita quando scoprirà che il brutto anatroccolo era in realtà un vero Falco della Notte…. Una Night Hawk.

Guardate questo schema reperito negli archivi Gibson che mostra  come i pickup variano al mutare del selettore

Per la cronaca, grazie a lei ho scoperto quella peculiarità nella numerazione che vuole che solo nel 1994 il numero di serie comincia con le prime due cifre a segnare l’anno di produzione: sì, perché anche lei è nata nel 1994 a Nashville….

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