Chitarre Romane ... o Profumo di Sicilia?

Ad avvenuta consegna di Bambulì si è ulteriormente accentuato il mio amore per l’acero (essenza pregiatissima in campo archtop) e la voglia di avere una classica in questo legno è cresciuta di pari passo. In verità, per la mia caratteristica di chitarrista indeciso fra brasiliano e jazz elettro/acustico e non avvezzo a repertorio tradizionale, la mia attenzione era rivolta ad uno strumento elettrificato con corde in nylon.
Come per Bambulì volevo avere qualcosa che trascendesse la normalità ma che “sapesse” di me. Alla mia età ormai sto dismettendo velocemente i brand (sempre più messi in vendita) e sto cercando di riversare la mia attenzione sulla personalizzazione di questa passione che va dal suonare (sempre meno) al guardare agli strumenti al pari di quadri da esposizione.
Il progetto dopo attente analisi è partito e come tutti i progetti innovativi ha richiesto notevole tempo perché esso si realizzasse con Galatea in maniera compiuta e soddisfacente sotto l’aspetto estetico ed ovviamente funzionale (l’elettrificazione nativa è cosa che richiede scelte e accorgimenti specifici).
Nel frattempo però la voglia di acero come si poteva placare con qualcosa di affermato, relativamente sicuro nella riuscita sonora e di consolidata validità?

Dopo accurate indagini sui liutai e i loro progetti mi sono convinto: il mio riferimento sull’Acero non poteva che essere Alfonso Savastani.


Le interviste dell’amico Massimo Di Coste (documentari inestimabili), le esecuzioni di D.Ascione e G.Curciotti hanno decisamente contribuito al mio convincimento. Ecco allora cominciare con l’amico Massimo uno scambio quotidiano di telefonate, mail, disegni, proposte, ritocchi ecc… di cui si è dovuto fare carico nell’intermediazione con il paziente (quanto agli inizi inconsapevole vittima) Alfonso che, in verità, ha cercato di accontentarmi in tutto e per tutto. Per quanto ovvio non ho stravolto il suo progetto fondamentale (ho scelto una plantilla Hauser) ma ha dovuto cedere (credo con piacevole coinvolgimento) alla richiesta di dare alla “mia” chitarra un tocco assolutamente personale.


E finalmente è nata.
Bianca, profumata di nuovo, elegante e splendida…. come cosa? ma come la Zagara


Il più tipico dei fiori siciliani, il fiore degli agrumi, che proprio nel suo nome evoca la descrizione della neonata. Zahara (in arabo “sfavillante di bianco”), fiore degli aranci e dei limoni della mia Sicilia, e immancabile complemento dei bouquet di nozze. Ovviamente non poteva mancare la sua rappresentazione iconografica sulla chitarra. Alfonso Savastani (che non finisco di ringraziare) si è cimentato (forse per la prima volta?) nella creazione di un pregiato intarsio in madreperla e osso da incastonare al centro della paletta all’interno di una fascia di prezioso legno di Guam.
Ma i particolari personalizzati non sono finiti qui… la cura nella scelta dei legni, dal pregiatissimo abete ad un meraviglioso acero in cui fondo e fasce provengono dallo stesso albero, delle meccaniche Alessi “coordinate” con palette in "legno di serpente", della particolare foggia del castelletto e di tante altre peculiarità, compreso il nome scritto di pugno da Alfonso Savastani sul cartiglio e il numero di serie, volutamente programmato perché fosse la numero 1 del 2012 e un altro (che attiene però stavolta alle mie esigenze scaramantiche della serie “non ci credo, ma non si può sapere mai…..).
E grato per tanta attenzione ricevuta mi sono sobbarcato un volo "mordi e fuggi" per andare a ritirare di persona la sposa in bouquet e fare la conoscenza, incantato, di due splendide persone come Massimo, un peperino "elettrico" lontanissimo dallo stereotipo di pigro romano, e il mitico Savastani, che infonde serenità al solo parlargli

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